THE ADDICTION V.O.S.
THE ADDICTION V.O.S.
V.O.SOTT.ITA
ABEL FERRARA

Durata: 84 min

Genere: Horror, Dramma

Lingua: Originale (inglese) con sottotitoli in italiano

Regia: Abel Ferrara

Anno: 1995

Con: Lili Taylor, Christopher Walken, Annabella Sciorra, Edie Falco, Paul Calderon, Fredro Starr, Kathryn Erbe, Michael Imperioli,...

Uno degli episodi più interessanti della prolifica filmografia di Abel Ferrara. Un’indagine brutale sul senso dell’esistenza umana mascherata da vampire movie atipico ed imprevedibile. Addiction (girato in un bellissimo bianco e nero che cita Romero) non è un semplice prodotto di genere horror, bensì un ritratto cupo e filosoficamente pregno della condizione umana. E, allo stesso tempo, è esattamente la filosofia ad essere attaccata nel film di Ferrara, disciplina incapace, secondo la protagonista del film Kathleen (Lili Taylor), di individuare una risposta razionale ai dolori e alle sofferenze provocate dall’uomo nel corso della storia.
Una volta il compianto critico livornese Federico Frusciante disse “Togli i soldi al regista horror, e meglio sarà il film”, e vedendo The Addiction non si può che essere d’accordo con lui. Il film di Abel Ferrara è un’affascinante esplosione di sangue e deliri filosofici, una riflessione metafisica sul Male come forma di dipendenza a cui le creature del mondo non possono fare a meno. L’intransigente grettezza stilistica e le impressionanti riprese in bianco e nero in 35 mm si accompagnano alle perfette performance di Christopher Walken e Lili Taylor. Un film di gran valore, reso ancor più significativo dal fatto di anticipare la vittoria del regista sulle proprie dipendenze.

84 min

Genere: Horror, Dramma

Lingua: Originale (inglese) con sottotitoli in italiano

Regia: Abel Ferrara

Anno: 1995

Con: Lili Taylor, Christopher Walken, Annabella Sciorra, Edie Falco, Paul Calderon...

Uno degli episodi più interessanti della prolifica filmografia di Abel Ferrara. Un’indagine brutale sul senso dell’esistenza umana mascherata da vampire movie atipico ed imprevedibile. Addiction (girato in un bellissimo bianco e nero che cita Romero) non è un semplice prodotto di genere horror, bensì un ritratto cupo e filosoficamente pregno della condizione umana. E, allo stesso tempo, è esattamente la filosofia ad essere attaccata nel film di Ferrara, disciplina incapace, secondo la protagonista del film Kathleen (Lili Taylor), di individuare una risposta razionale ai dolori e alle sofferenze provocate dall’uomo nel corso della storia.
Una volta il compianto critico livornese Federico Frusciante disse “Togli i soldi al regista horror, e meglio sarà il film”, e vedendo The Addiction non si può che essere d’accordo con lui. Il film di Abel Ferrara è un’affascinante esplosione di sangue e deliri filosofici, una riflessione metafisica sul Male come forma di dipendenza a cui le creature del mondo non possono fare a meno. L’intransigente grettezza stilistica e le impressionanti riprese in bianco e nero in 35 mm si accompagnano alle perfette performance di Christopher Walken e Lili Taylor. Un film di gran valore, reso ancor più significativo dal fatto di anticipare la vittoria del regista sulle proprie dipendenze.
Di origini italo-irlandesi, cresciuto nel South Bronx a New York, Abel Ferrara è uno dei registi più controversi dello scenario americano. Esordisce con un cinema forte, selvaggio e senza compromessi. Un cinema indipendente, in cui prevale una visione cupa della società, sempre sospesa tra dimensione reale e onirica, tra peccato e redenzione, e trasformando violenza, dolore, dipendenze e caos in racconti per immagini. Lontano dalla Hollywood tradizionale il cinema di Abel Ferrara rappresenta, nel bene e nel male, l’insofferenza di rimanere negli schemi imposti dall’industria cinematografica più importante del mondo.
Dal 1977 ad oggi Abel Ferrara ha diretto 33 film, firmato 13 sceneggiature, è stato attore in un pugno di film tra cui “Marty Supreme” di Josh Safdie, ha suonato la chitarra (ultimamente anche in Italia con i “Tre Allegri Ragazzi Morti”), realizzato performance artistiche recitando i versi di Gabriele Tinti, girato videoclip ed ha sconfitto i suoi fantasmi…
Riuscire a condensare l’opera di Abel Ferrara in soli tre film non è impresa facile ma, per riuscire a capire il suo cinema, possono essere di aiuto due lungometraggi che hanno contribuito a renderlo celebre e che racchiudono perfettamente il suo stile provocatorio e tormentato, più la sua ultima fatica girata in Italia.
Proiezione in lingua originale (inglese) con sottotitoli in italiano
Lunedì 14/09/2026
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